Lifestyle

Tips to the greatest satisfactory life as a student

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Per prima cosa, vivi e godi. Per ultima, brucia i rimorsi di non essere qualcuno che sgobba sui libri leggendo e interessandoti a ciò che fai; anche soltanto divertendoti a sottolineare, scrivere, colorare. Qualcosa in testa c’entra sempre, almeno per osmosi… Con dei piccoli talismani e accorgimenti, tutto passa in maniera piacevole. Per me poi, anche troppo veloce. Ho un record di 13 esami in 8 mesi di cui 6 in due settimane alla fine dell’erasmus: per farlo mi segnavo ad almeno 2 esami in un appello, tentavo e al massimo ridavo sapendo già almeno i 3/4. Per ciò in cui hai interesse i voti sono alti; per altri vale la fortuna; per i disastri si rimedierà. Oggi ho dato l’ultimo esame del mio corso di laurea triennale. Esame complicato visto che l’avevo scelto io e le cose che faccio per passione sono quelle che più mi mettono pressione perché non c’è nessuna materia comunemente definita semplice che mi attragga. Ero così ansiosa che per dormire mi sono servite una camomilla e 5 pasticche di valeriana – e mi sono comunque addormentata dopo tre ore di insonnia, avendo la sveglia alle 6.30am. Mi sono fatta una moka intera ed innumerevoli sigarette. I miei genitori erano sconvolti già solo per il caffè. Quest’ultima prova mi ha provata per davvero. Perché se non ce l’avessi fatta avrei dovuto mettermi di fronte all’evidenza che di fronte ai bagordi della settimana del mio compleanno – dove sono uscita 6/7 sere facendo sempre tardissimo – nemmeno io avevo retto. E invece no, alla faccia vostra, io ci sono. E ho passato scienza delle finanze direttamente allo scritto senza bisogno di passare dall’ orale. Posso ributtarmi su tesi e interessi vari adesso. A breve sarò Dottoressa! E poi ricomincerò a studiare, sarò ancora più Dottoressa e filosofeggerò sempre meglio perché io questa vita la adoro… Sono la boss di me stessa che prima di Work hard I party harder, e non ho sveglie che mi impongono di alzarmi per andare al lavoro o a frequentare i corsi – cosa inutile, a meno che tale Prof non abbia un carisma degno del sacrificio….

I can’t write the same suggestions to the students that are studying in a non-italian university because our system is unique and allows you to try exams all the times you want without doubling the year if you fail.  I experienced this system at ULB in Bruxelles and luckily I was in erasmus, otherwise I guess life wouldn’t have been that sparkling. I did 6 exams, some of the hardest, when I was there. I did it because I had nothing to fear, the system applied to me was the italian one… So I even managed to be kicked out from a class with compulsory presence and written works to be presented without consequences – I had great fun explaining I couldn’t care less of the European Union’s lessons, I just wanted to visit the Parliament and eat again there –  I had already been there in 2010 or so – and see a session plainiere in the Commision (in which I fell asleep) with my erasmus’ friends; once I did it and got gadgets I gave up the boredom and concentrated on my favourite subjects. Back to my country I got the super motivation and used our system on my advantages. Today I officially finished all the exams and I have just the thesis ahead; the thesis on which I can count to my cinema passion in a field I love, and on the professor I most respect. So much I respect him, that I am not running anymore – or better, I am running with a calmer pace -, and I point to the possibly best considered work from the whole Scientific Community. I am so happy for how I managed my life as a student since now, that it still seems me almost impossible to think that when I began my erasmus experience I was behind everyone in my year of study… What I am singing out loud is the mothod I finally got that helped me to achieve those successes. The method that will possibly make me a student for many other degrees, because:

First, have fun. Last, burn your regrets studying and loving the fact that you just have to read something with some interest: there’s no alarm clock ringing, you’re your own boss. And you’ll be a Doctor at the end. A good qualified and experienced – in many senses – Doctor.

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Fashion, Lifestyle

Women’s day – I love shopping

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Women’s day. I am normally against this as I want to be treated like a Godness everyday. But it is a nice coincidence that this 8th of March I spoiled myself even more than usual: 2 pairs of shoes, a dress, a t-shirt, 3 tights, 3 hold-ups. Today I feel that no man could have understood me better than what truly reflects my goodness: the mirror. Feminism shouldn’t be a war between sexes, but the knowledge of how we are worthing. And this knowledge should come from yourself in the mirror and in the other’s eye, everyday.

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Culture

La grande perplessità

L’Italia è in festa per l’ Oscar alla Grande Bellezza di Paolo Sorrentino e io mi sento vacillare nel grande disastro (parafrasando Crozza a Sanremo). Non mi sono piaciuti affatto questi oscar. Hanno completamente trascurato film come La migliore offerta , Nebraska, Philomena e Il lupo di Wall street prediligendo una cinematografia prolissa che ricalca le pellicole storiche di maestri quali il Fellini de La dolce vita e il Kubrick di Odissea nello spazio. Io Gravity non l’ho visto e forse non potrei giudicare. Ma la fantascienza mi annoia tanto quanto i film immotivatamente ed esasperatamente lenti. 7 statuette mi sembrano comunque tante, non potevano lasciare qualcosa a Payne o Scorsese? Quest’ultimo avrà pure fatto discutere non immotivatamente perché il film sembra un inno all’accumulazione materiale, al sesso e alla cocaina; la morale non c’è perché il protagonista non muore delle tonnellate di droga che si era fatto, diventa famoso, e continua ad essere ricco. L’agente dell’FBI in metropolitana con l’impermeabile sembra dubitare del suo compito di difensore della giustizia. Al confronto non era più ganzo lui sullo yacht, con donne e aragoste? Ma la pellicola è inebriante e trascina fino al crollo, comunque portando le riflessioni che io stessa sto facendo. E’ essenzialmente intrattenimento, e gli occhi si sollevano nel guardare gli attori, non sanguinando troppo per le tre ore di durata. Beh, a dirla tutta il film era essenzialmente Leo Di Caprio, molti, cioè credo tutti concordano sul fatto che senza di lui non sarebbe stato lo stesso. Leo, che ha smosso i cuori e le teste di tutti in tutti i film a cui ha partecipato come protagonista, tra cui Titanic, Romeo+Giulietta, Inception, Shutter Island, Gatsby. Come è possibile? Non servono Oscar o lauree per fare la grandezza, in generale. Nel cinema italiano con la bellezza inserita da qualche parte nel titolo di un film si ottiene quantomeno una candidatura (La vita è bella, La prima cosa bella, La grande bellezza). Poi i premi vanno a ciò che ricorda il tempo che fu che non è più oppure in massa su chi sfoggia il budget maggiore. Le storie contano poco. Nel 2010, quando un film come Avatar è riuscito a vincere non so quante mai statuette, figuravo anche io sui grattacieli di New York (mi è stato riferito), ma a fronte del romanticismo dei mostri blu la dolce performance (girata peraltro in camera mia) di Elena Talini è passata quasi inosservata. Artisti e geni sono sempre incompresi.
Smontiamo qualche certezza, la curiosità è virtù delle menti grandi! http://m.grazia.it/Stile-di-vita/cinema-e-tv/grandi-attori-famosi-senza-oscar Chi lotta solo per un Oscar, forse non parla col cuore… E vivere ed esprimersi senza cuore, è un grande disastro davvero.

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Versus

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The Great Perplexity

….is toward you, shallow puritan jury of the Oscars. Are you truly willing to destroy all diversity to win a statue? There’s no way to tell a beautiful and deep story anymore. Something simpler than space’s bullshits or people with terrible diseases. Reality is not business. I won’t translate what I’ve written up, I prefer to write different things. I write to espress myself, so I never repeat twice… who loves me will understand any language 😉
At least Gatsby won for the costumes, but it’s still about the American dream, right? I liked it, it was the only movie seen at the cinema in Belgium. But again, Leo was there. I was arguing the fact that he never won an Oscar. McConaughey is awesome but come onnnnn… I’ve finished my words up, I am really too shaked for the 7 Oscars to Gravity. The wolf of wall street, Nebraska and Philomena awed some of your statues, at least.  But there’s no value in winning anymore. Years ago, V for Vendetta and The Truman show weren’t even nominated, ask yourself why. And aren’t they nowaday stored in our memories  more than something like Avatar?

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http://www.smh.com.au/entertainment/movies/oscars-2014-australians-12-years-a-slave-and-gravity-the-big-winners-20140303-3406b.html

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Lifestyle, Politics

Siamo caduti nella rete

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La tecnologia prende sempre, il cuore no. Tenendo un blog, è strano dovermi rivoltare contro ciò che ho creato e contro il modus vivendi che mi ha accompagnata finora. Ma ripenso alla battuta di un amico riguardo all’iPhone 5s con l’impronta digitale. Mi ha detto: “ora anche le tue impronte sono in America”. Ho scrollato le spalle e riso, mica sono una criminale. Ma a ripensarci, potrei anche fare qualcosa di illegale un giorno (o averlo fatto senza conseguenze). Mi saprebbero identificare e localizzare facilmente. Ho avuto 2 Blackberry – quando mi si ruppe lo schermo di uno lo ricomprai immediatamente salvo poi avere il duplicato dopo il passaggio in garanzia – con i quali mi trovavo benissimo per le comunicazioni. Con BBM, il messanger, non c’era bisogno di scambiarsi il numero di telefono ed era tutto istantaneo, gratuito e anonimo: Monte-Carlo andava tantissimo, era indispensabile. I vandalismi a Londra sono stati organizzati tramite quello. Mi sono ancorata 3 anni a quei telefoni resistendo alla malattia dell’iPhone che aveva contagiato mia madre in primis. Poi la mia vena artistica ha iniziato a invidiare le foto e i programmi della mela, e quando è uscito in versione champagne non ho resistito. Da dicembre Eva ha in mano la sua mela, e il mondo è ovunque reperibile in multimedia, con tanto di video e foto istantanee ad alta definizione. Salvo essere io reperibile dal mondo. E da possibili forze oscure. Per i nati di fine XXesimo secolo è difficile pensare ai nostri genitori che per darsi appuntamento dovevano chiamare a casa e poi una volta usciti non erano reperibili ed erano solo l’uno per l’altra; ed è perfino difficile ricordarci pochi anni or sono, all’uscita di quel nuovo modello di Nokia carissimo e figo, eppure con la metà delle metà delle funzioni di uno smartphone attuale. Per i nati del XXIesimo secolo tutto ciò è inconcepibile: nascono e crescono in un un mondo già tecnologizzato. I bambini alle elementari chiedono l’iPad a Babbo Natale o lo fregano ai genitori; i quali del resto lo muniscono di cellulare per poterlo trovare e assicurarsi che non abbia problemi. I miei figli avranno in regalo libri, peluche, barbie e guerrieri a costo di educarli da sola (li voglio etero e forti, e tornerò sul primo aggettivo). E se è vero che il cellulare può salvare delle vite, è anche vero che il mondo smart che si spalanca non dà alla fine ciò che promette. A parte che può irretire portando a situazioni pericolose – quindi c’è un bilancio tra il salvifico e la demoniaca violenza dei pazzi che ne fanno uso – ma oltretutto ci viola del piacere di vivere situazioni reali. Molte relazioni scoppiano a causa di tradimenti scoperti per via elettronica e ritengo che chiunque con un pizzico di cervello ed edonismo possa ammettere che questa sia la cosa più stupida del mondo. Nella nuvola niente é sicuro, e una relazione carnale può trovare la sua fine per delle elucubrazioni fantasiose ottenute violando la privacy del consorte. Scoprire un tradimento sospetto richiedeva più energia, sia fisica che economica: dovevamo recarci ad una agenzia investigativa e con foto in mano richiedere il divorzio, o rompere senza dubbi. Oppure il delitto si scopriva nelle lenzuola. I due potevano anche uccidersi passionalmente, ma l’atto era compiuto, il piacere dell’effrazione assaporato. I femmicidi hanno toccato vette altissime. E psicologicamente come dare torto? Competono con le donne per il successo, e le donne avendo più possibilità e risorse li schiacciano evocando la parità dei sessi; ma dal momento che sono pur sempre donne è possibile sfogarsi con quel corpo fragile al minimo sentore di un bip. Meschinamente l’uomo femminizzato si riappropria del machismo, e la donna maschilizzata in extremis pensa che sarebbe stata meglio a casa. Ci scopriamo velocemente e felicemente giriamo nudi in società, spediamo impronte e ci amalgamiamo nella ricerca smodata di attenzioni virtuali. Instagram e Twitter a che servono? Il primo a ottenere likes a selfie esibizioniste e bei posti, il secondo a politici, comici, soubrettes e cantanti tatuati che si beano dei followers. Io ho tutto, e perfino un blog. Sono andata avanti per quasi tre mesi volendo trovare un senso, ma ancora non capisco. Questa base di scrittura la salvo, perché esprimo le mie idee che magari sollevano domande a chi fino ad adesso si sta accontentando dei cuoricini su whatsapp – applicazione in mano a Zuckerberg, mi chiedo a dove porteranno questo monopoli virtuali. Con la massima serietà mi ripropongo di non rispondere più al telefono quando sono a casa, di evitare conversazioni istantanee se non con amici lontani – internet è un dono di Dio come dice papà Francesco, per queste possibilità di ricongiunzione – e di esigere chiamate al citofono la sera o serenate, prima di avvicinarmi. Niente richieste di amicizia da persone che a malapena saluto e con le quali posso avere avuto una conversazione fugace, cose che del resto è da anni che lascio in sospeso (tu che leggi e non sei mio amico nonostante l’invito, hai la risposta).Come nel dopoguerra, sarebbe giusto quantomeno passare dalla voce dei miei genitori per avermi. Come ai tempi delle monarchie, accetto proposte serie e scompaio in clandestinità. Come Lucrezia Borgia, veleno a chi non rispetto perché privo di dignità di Uomo. Vivo di emozioni che ormai mi sembrano svanite per i più. E difendo un mondo che a noi giovani non appartiene ma che vorrei aver vissuto. Se abbiamo avuto rivoluzioni e totalitarismi senza gli strumenti attuali, dove arriveremo avendoli? Я объявляю воину (dichiaro guerra) a questa situazione ed esigo esigo esigo. Sarà Mein Kampf, la mia battaglia di Donna.

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Lifestyle

Some flowers a day keep the doctor away!

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Have you ever heard about some Bach? Not the composer, the flower! At the side of traditional medicine, there’s a huge branch called homeopathy. Since when I was born I always cured almost everything with natural remedies (until it is question to death or life, cela va sans dire). The epidemic of chicken pox was cured by all the children with antibiotics but not by me: miraculously with the flowers I got better in a few days, and I wasn’t even at hometown, as my mad parents took me to French Riviera… So this is my credo, I’ll never get stopped for some flue because I don’t even measure it. When I feel sick, I get the chance of relaxing but it lasts for a little time and rarely it happens. What annoys me is losing the voice, that happens really often; it is low by nature and can’t get better if I smoke and talk as much as I do. The remedy is honey in tea (milk worsens the cold). Plus, I dress too light – but there’s no way to feel some cold otherwise, and I hate feeling warm. I always do the contrary of what doctors say, and what they say is always asked for by my parents as I really don’t care. Vaccinations are dangerous! Anti tetanus is ok, all the rest are dangers injected in your blood. I believe that unless you have some mortal sickness nature has everything you need. Nietzsche says in his Zarathustra: “first, know your body”. There’s nothing to worry then, it’s easy: you feel when you are really down, there’s no need of thermometers and visits. And when you feel there’s a problem, seek your flower. Easy! Bach flowers are for psychological problems, they give some calm and cheers the spirit. Homeopathy cures everything else.
With a good Bach cure there’s nothing to fear. I’ve a king of magician that knows souls, she managed to perceive my emotional state of mind every moment and actually results are the same. It’s very charming. Try the test!

http://www.fioridibach.it/bach_en/test_bach.htm

Ho questa sorta di primitivismo istintivo e naturale che mi porta a credere solo nel mio corpo e nella natura. Infatti è da quando sono nata che sono stata curata con l’omeopatia per qualsiasi cosa. Ero alle scuole elementari quando la varicella mi colpì e pensavo che i miei genitori mi stessero condannando a morte sicura portandomi con loro in Costa Azzurra e curandomi con i granuli omeopatici; e invece guarii e dal momento che il rimedio fu naturale non rischio tutte le gufate del bugiardino. A meno di questioni di vita o di morte, credo solo nel mio corpo – sarei un ‘ottima allieva di Nietzsche. Perdo spesso la voce – già bassa di suo, infierisci fumando e parlando parlando – e ultimamente la ritrovo con il rimedio classico del miele nel the (il latte in caso di raffreddore non è consigliabile) e sto trovando sollievo. Per il resto non faccio quasi nulla perché rifiuto di misurare la febbre e se mi sento giù piuttosto mi rilasso e mi copro più del solito (sono per la leggerezza, unico modo di sentire il freddo di questi tempi) ma non mi fermo. Per ogni problema, c’è un fiore adeguato. L’omeopatia con i granuli cura le malattie; i fiori di Bach gli stati d’animo. Ho delle dottoresse bravissime, maghe che infondono sollievo. I fiori sono prescritti da una naturopata che ogni volta mi fa trovare un foglio pronto con i miei stati d’animo che lei percepisce senza vedermi e i fiori corrispondenti. Sennò c’è il test. Provate, in ogni caso non ci sono controindicazioni!

Parfois, quand ça arrive, la grippe est sexy! Voilà ce que l’iconique Jane Birkin chantait: http://m.youtube.com/watch?v=W6-dazOepVg

La grippe vous va très bien
M’a dit mon amant ce soir
Ça vous donn’ un joli teint
Ça vous va mieux que le noir
Ma grippe vous va très bien
Souffrez que je tousse un peu
Lui ai-je dit d’un air doux
Souffrez que je tousse un peu
J’ai parfois très mauvais goût
Souffrez que je souffre un peu
Quand vous souffrez mon amie
M’a répondu mon amant
Vous ressemblez à la pluie
Je trouve ça très seyant
Quand vous souffrez mon amie
J’ai un peu peur et je dis
Que les larmes me vieillissent
Et j’ai un peu peur aussi
Que la fièvre m’enlaidisse
J’ai un peu peur et je dis
Elles vous vont comm’ un gant
Vous savez bien que vos larmes
Me plaisent beaucoup vraiment
Votre fièvre a bien du charme
Elles vous vont comm’ un gant
Ah ! Vraiment je suis trop maigre
Je sens que je m’affaiblis
N’avez-vous pas de vinaigre
Voyez mes bras et je dis
Ah ! Vraiment je suis trop maigre
Mais ces os vous vont très bien
M’a répondu mon amant
Ne vous inquiétez de rien
Ça vous donn’ qu’un air troublant
La mort vous ira très bien

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