Culture

La grande perplessità

L’Italia è in festa per l’ Oscar alla Grande Bellezza di Paolo Sorrentino e io mi sento vacillare nel grande disastro (parafrasando Crozza a Sanremo). Non mi sono piaciuti affatto questi oscar. Hanno completamente trascurato film come La migliore offerta , Nebraska, Philomena e Il lupo di Wall street prediligendo una cinematografia prolissa che ricalca le pellicole storiche di maestri quali il Fellini de La dolce vita e il Kubrick di Odissea nello spazio. Io Gravity non l’ho visto e forse non potrei giudicare. Ma la fantascienza mi annoia tanto quanto i film immotivatamente ed esasperatamente lenti. 7 statuette mi sembrano comunque tante, non potevano lasciare qualcosa a Payne o Scorsese? Quest’ultimo avrà pure fatto discutere non immotivatamente perché il film sembra un inno all’accumulazione materiale, al sesso e alla cocaina; la morale non c’è perché il protagonista non muore delle tonnellate di droga che si era fatto, diventa famoso, e continua ad essere ricco. L’agente dell’FBI in metropolitana con l’impermeabile sembra dubitare del suo compito di difensore della giustizia. Al confronto non era più ganzo lui sullo yacht, con donne e aragoste? Ma la pellicola è inebriante e trascina fino al crollo, comunque portando le riflessioni che io stessa sto facendo. E’ essenzialmente intrattenimento, e gli occhi si sollevano nel guardare gli attori, non sanguinando troppo per le tre ore di durata. Beh, a dirla tutta il film era essenzialmente Leo Di Caprio, molti, cioè credo tutti concordano sul fatto che senza di lui non sarebbe stato lo stesso. Leo, che ha smosso i cuori e le teste di tutti in tutti i film a cui ha partecipato come protagonista, tra cui Titanic, Romeo+Giulietta, Inception, Shutter Island, Gatsby. Come è possibile? Non servono Oscar o lauree per fare la grandezza, in generale. Nel cinema italiano con la bellezza inserita da qualche parte nel titolo di un film si ottiene quantomeno una candidatura (La vita è bella, La prima cosa bella, La grande bellezza). Poi i premi vanno a ciò che ricorda il tempo che fu che non è più oppure in massa su chi sfoggia il budget maggiore. Le storie contano poco. Nel 2010, quando un film come Avatar è riuscito a vincere non so quante mai statuette, figuravo anche io sui grattacieli di New York (mi è stato riferito), ma a fronte del romanticismo dei mostri blu la dolce performance (girata peraltro in camera mia) di Elena Talini è passata quasi inosservata. Artisti e geni sono sempre incompresi.
Smontiamo qualche certezza, la curiosità è virtù delle menti grandi! http://m.grazia.it/Stile-di-vita/cinema-e-tv/grandi-attori-famosi-senza-oscar Chi lotta solo per un Oscar, forse non parla col cuore… E vivere ed esprimersi senza cuore, è un grande disastro davvero.

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Versus

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The Great Perplexity

….is toward you, shallow puritan jury of the Oscars. Are you truly willing to destroy all diversity to win a statue? There’s no way to tell a beautiful and deep story anymore. Something simpler than space’s bullshits or people with terrible diseases. Reality is not business. I won’t translate what I’ve written up, I prefer to write different things. I write to espress myself, so I never repeat twice… who loves me will understand any language 😉
At least Gatsby won for the costumes, but it’s still about the American dream, right? I liked it, it was the only movie seen at the cinema in Belgium. But again, Leo was there. I was arguing the fact that he never won an Oscar. McConaughey is awesome but come onnnnn… I’ve finished my words up, I am really too shaked for the 7 Oscars to Gravity. The wolf of wall street, Nebraska and Philomena awed some of your statues, at least.  But there’s no value in winning anymore. Years ago, V for Vendetta and The Truman show weren’t even nominated, ask yourself why. And aren’t they nowaday stored in our memories  more than something like Avatar?

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http://www.smh.com.au/entertainment/movies/oscars-2014-australians-12-years-a-slave-and-gravity-the-big-winners-20140303-3406b.html

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