Paradis sur Terre

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Paura del vuoto una volta finiti gli esami con solo la tesi da sistemare – perché è già in stato avanzato – fino a giugno… E mi dicevo che la noia è per i poveri di spirito, che sicuramente avrei fatto qualcosa per affrontare il vuoto causato dall’assenza degli interessantissimi tomi da studiare che per me erano un piacere e soddisfazione, ma al tempo stesso un obbligo e una sfida a bruciarli accantonandoli volta per volta dopo i fatidici esami – nei quali una persona estranea ha il potere di giudicare il livello di conoscenza -, in date che segnavano un salto nel buio; un sorpasso oppure un momento di arresto. Quel giorno X che avrebbe fatto tornare sulle stesse pagine e rivedere la stessa persona giudicante (ma chi può giudicare chi?) , oppure l’alleggerimento dal fardello che grava sulla testa di uno studente nel mezzo del suo cammino di laurea. Un giorno comune per tanti; una routine per gli studiosi; un viaggio per chi cerca di imparare e sa che quel giorno rimarrà comunque impresso nel bene e/o nel male. Io ho sempre pensato a traguardi, formazione, prove per testare abilità non solo di memoria e conoscenza, ma anche essenzialmente di comunicazione. Prove nelle quali, come in tutto, la Fortuna ha la sua parte e il Destino ci indirizza in seguito verso effetti determinati dalle cause del fallimento o del successo. Adoravo gli esami perché simboleggiavano quella modalità che a volte vorremmo ritrovare nella vita: bianco o nero, passare o bocciare. Yin e Yang, l’equilibrio tra un estremo e l’altro infine andando oltre e camminando in un percorso che è un viaggio in ogni singolo istante. Poi i grigi ci sono, ma a inizio e fine è bene vedere così. Spezzare l’eterno ritorno di scelte che comportano gli stessi errori alla fine… Come dice Biagio Antonacci nella canzone che porta il mio nome: Alessandra lo sai, gli esami non finiscono mai… E infatti senza esami ed esaminatori mi ributto sulla filosofia – e anche nella pratica in seguito all’incontro con il Soka Gakkai, di un pensiero antico eppure così moderno che totalmente rispecchia ciò in cui ho sempre creduto e come realmente vivo e penso, pur richiedendo costanza come religione (ma penso di poterla assicurare, almeno in questo, dal momento che si parla di eterno cambiamento) – ma la applico in campi pratici. Filosofia nella vita che significa per quanto mi riguarda prendere l’incertezza e il rischio che ne può derivare come un fatto quotidiano. Mi metto alla prova, in diverse cose. Dico SI alle novità e a questa vita che adesso è spianata alle mie passioni profonde, visto che decido io cosa leggere, scrivere e fare. Che bello scrivere la tesi; quel testo scientifico che permette di approfondire secondo gli interessi personali un campo che nel percorso universitario ha colpito particolarmente. Un testo che per essere mandato avanti richiede voglia e curiosità. Come nella vita, quest’ultima è caratteristica delle menti grandi.  Sono sempre fuori casa e mi soffermo su tutto ciò che di nuovo accade: negozi e locali che aprono, artisti che creano, la primavera che si fa avanti.  I miei stanno pensando di affittare la mia stanza… Il paradiso è la nostra Terra, e cerchiamo di crearcelo quotidianamente vivendo e lasciando vivere! Se trovo qualche occupazione da me creata e indotta bene, perché tutto ciò che faccio è dettato da una profonda passione. Livorno ha delle possibilità che in pochi riconoscono e che vengono lasciate andare perché come nella teoria Rawlsiana a quanto pare il benessere della società dipende da quello dell’individuo che sta peggio di tutti: e invece no! C’è voglia di spendere, conoscere, festeggiare in compagnia. L’importante è avere il coraggio di uscire dal guscio e guardarsi intorno accettando i rischi derivanti dalle potenzialità dell’essere fuori in un universo pulsante. Lo so perché fortunatamente incontro persone che non la pensano così perché ci attiriamo simili compagni di viaggio per quello che può essere una sera, un mese, una vita… Chissà. Dipende da chi riesce a tenere i miei ritmi ultimamente spumeggianti. Ma… Chi l’avrebbe detto che avrei imparato a sciabolare in questa città? Basta lamentarsi, impariamo a stare bene dove siamo e ivi creare appunto un Paradiso.

Ovunque nel mondo questo luogo è dentro di noi, unici a decidere se renderlo  tale o un Inferno.

Любов – бой
Ненависть – яд
Рай становится Адом:
И Ад становится любимым местом.

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