Politics

L’urna democratica salvifica

Elezioni amministrative a Livorno, 2014.
Ballottaggio fissato per l’8 giugno tra M5S e PD.
Mi hanno sempre raccomandato di non esprimermi politicamente per non fare scandali ed io fregandomene ho sempre fatto l’opposto sollevando nuvole di scompensi in un ambiente a me ostile – beh, non parlerei di scompensi ma piuttosto di stupore visto che ho sempre fatto attenzione a non mancare di argomenti validi sin dal liceo, negli anni mi sono evoluta e parlo con un pubblico di persone che è in politica, se ne intende o crede di farlo. Scrivo per un giornale di un altro orientamento e dopo le mie prese di posizione che hanno sollevato un polverone su una selfie scattata con Alessandra Mussolini so che se ci resto questo sarà solo per la bravura nello scrivere articoli e per la curiosità da giornalista che mi è insita – cosa del tutto naturale, ma che con una determinata visione passa in secondo piano; e allora pace, peggio per loro, io non mi spezzo. Che poi è assurdo darmi della fascista perché: a) è assurdo parlare di fascismi e comunismi nel XXI secolo; b) non mi rivedo proprio in niente, c) lo Stato è un impedimento; d) taglierei burocrazia, baracca e burattini per che qualsiasi interferenza provoca un eccesso di pressione, uno spreco che non va da nessuna parte – si entra in un’argomentazione finanziaria fuori luogo in questo post strettamente politico (comunque delle spiegazioni al termine si trovano, credetemi avere dato quell’esame tostissimo per scelta è stato illuminante) ; e) l’anarchia Bakuniana prevede un momento di caos prima del ristabilimento dell’ordine, un momento di rottura per poi risorgere dalle ceneri – è creazione, ciò a cui mi riferisco. Piuttosto che fascista quindi imparate a darmi dell’anarchica piuttosto, della non pensante su schemi comuni – non mi si può cassare con non pensante perché ribatto con argomentazioni studiate ad hoc, cosa che i più non hanno; della stimatrice delle idee, del merito, dell’individuo… Che risente dell’eccitazione di questo ballottaggio, per il quale è rimasta a partecipare e a sperare che il suo voto per una volta potesse conformarsi a una maggioranza di simili. E’ storico, è accaduto. I livornesi erano davvero stufi della sinistra. Da qualsiasi credo i voti hanno avuto una convergenza pari al 53% su Nogarin contro il 47% su Ruggeri. Dopo 70 anni di dominazione ininterrotta ci voleva una rottura. L’avevo previsto, ne ero sicura stavolta… Nei giorni precedenti insospettabili e soliti noti mi avevano confessato che con vergogna stavolta avrebbero fatto una croce diversa. Inutile venirmi a dire che tanto vinceva Ruggeri, perché se al primo turno il vantaggio pareva netto, al secondo le carte si sono rimescolate: la sinistra più estrema della Buongiorno Livorno di Raspanti delusa e stufa del clientelismo e del mangiamangia inutile dell’orientamento moderato; gli elettori di destra che superficialmente o meno vanno sempre e comunque contro alla sinistra; quelli che protestano contro il degrado di questa città potenzialmente bellissima e ricca e tuttavia resa mediocre, provenienti da qualsiasi credo. La livornesità unica è resuscitata dalle sue ceneri: mentre l’effetto leader di Renzi ha spopolato quasi ovunque, nella città rossa per eccellenza si vota contro. Perché ormai parlare di sinistra-destra è datato. E se in post precedenti ho riposto fiducia in Renzi

perché se dal socialismo è nato il fascismo perfino dal Pd può nascere qualcosa

è proprio perché è il leader che nella fattispecie va guardato e non tanto il background che deve essere composto da una serie di compromessi inevitabilmente per fare strada. Con ciò io mi sono sottratta al voto del 25 maggio, e onestamente avevo pregato per Grillo in Parlamento Europeo….ma ai più il caos e la rottura fanno paura, la democrazia non oserà mai portare a dei risultati concreti (entrassi in politica mi scaglierei contro il suffragio universale e la parità dei sessi, quindi se non voto è anche per questa mia convinzione).

Tutto cambia ma tutto resta com’è

da quando l’impero Romano non c’è più e abbiamo fucilato chi lo rievocava… Ma sono fiduciosa, la dialettica storica ci porterà avanti e se si va indietro come Umberto I salirò su un aereo, me ne andrò, mi ispirerò e farò i miei discorsi deliranti (?) da altri lidi.
Intanto questa Livorno a cui appartengo mi ha proprio emozionata: rottura, cambiamento e se necessario tanto caos non ci spaventano, concittadini.

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=578569128924102&id=381739545273729

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/09/ballottaggi-livorno-non-e-piu-rossa-sinistra-battuta-per-la-prima-volta-il-sindaco-e-del-m5s/1019637/

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