Lifestyle

Back on the tennis court – from competition to pleasure

15 settembre,

giorno di compleanno di mia madre, e giorno in cui mi sono decisa a farmi invitare a giocare a tennis dopo almeno 5 anni di pausa. Insieme alla danza ma sempre a livelli più intensi di questa, ho praticato questo sport durante tutta l’infanzia e l’adolescenza. Giocavo tutti i giorni dopo pranzo per diverse ore, e nel weekend partecipavo spesso ai tornei a squadre. Ero nell’agonistica, e ne andavo piuttosto fiera nonostante mi lamentassi continuamente delle trasferte e della fatica della routine. Ma era un impegno ed una passione, ed ero stimolata anche dai miei genitori a non mollare. Avevano ragione; perché sebbene non potessi aspirare a diventare una Sharapova italiana a causa dell’impazienza e delle sfuriate che facevo in campo (ho rotto racchette, litigato con avversarie e spaventato diversi arbitri), finché è possibile è bene acquisire un certo livello di gioco che resta poi per tutta la vita e può rivelarsi utile essendo questo uno sport sociale, praticabile in tutto il mondo e di facile organizzazione. Basta essere in due (se sei solo puoi comunque giocare al muro), prenotare un campo ed eventualmente noleggiare in loco una racchetta. Comunque, io smisi per cause di forza maggiore, ovvero un grosso problema di salute che mi ha fatto rischiare la vita e tenuta fuori dai campi il tempo di tre interventi. Dopo mi proposero di ricominciare da dove ero rimasta pian piano… Ma mi sono richiusa piuttosto solo nella danza e nell’equilibrio che mi dava, insieme allo studio. Addio agonistica, resta il piacere di una partita rilassata… Ma ti rendi conto che accanto a ciò ci sono ben altre cose e impegni, e smetti. Capita, sono passaggi. Ma chi da ragazzo giocava a tennis sa che prima o poi riprenderà in mano la racchetta, perché resta comunque un velo di nostalgia e voglia nel vedere i match e i progressi dei campioni dell’ATP, nonché di quelli domestici. Mia mamma gioca sempre, si diverte, è appassionata. Ad agosto, quando si metteva d’accordo in Francia per i doppi, improvvisamente mi sono decisa dopo anni di titubanze a segnarmi un imperativo. E questo 15 settembre, in occasione proprio del suo compleanno, sono tornata sui campi.  Che nessuno diffidi perché per un tennista riprendere è come andare in bicicletta, come se non giocasse solo da ieri. La memoria muscolare, come le persone del circolo – i miei adorati maestri che impartivano lezioni nei campi vicini –  sono sempre lì.

Buon compleanno mamma, ci siamo fatte un regalo a vicenda. Grazie di essere la mia progenitrice, migliore amica, sorella e oltremodo fonte di motivazione a seguire il tuo esempio ed entusiasmo sportivo, facendomi vincere infine la pigrizia e prendere una decisione.

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