Culture, Lifestyle, Politics

Please call me Dottoressa

I got my title! Here’s some pictures of yesterday, when I finally discussed my thesis and shared my points of view with the commission. Now that it’s done I can finally say how stupid is worrying about a thesis… Because it is YOUR production, and you know more than anyone else about it. So even the idea of being judged on it is stupid if you don’t take it as the occasion of making a show off of your work (if you’d put passion on it) or just thinking about the subsequent parties: the one with the crown just outside the room, and the huge ones afterwords (I personally was celebrating even the night before, because I knew otherwise I couldn’t sleep). And all the love and gift that comes with it… Studying a Bachelor degree is the first of oner necessary titles, and you get it before everybody else who’s studying in the 5 years branches (law, medicine…). Again, it’s a choice of life. 22 years old DOTTORESSA in political sciences is something to be proud of! Especially when the specialist traveled a to, leafed other languages, never refused a party, and wrote her thesis in Monte-Carlo… Cheers!

Ps There’s a video of my sabrage with the thanking (something never seen in a university I guess, from the faces of every astonished student and professor around me), which I don’t know why it can’t be posted. I try on youtube and asap it will be available searching for my name on google.

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Gente sono LAUREATA, ce l’ho fatta! Posso ufficialmente avere i miei bigliettini professionali con scritto Dott.ssa… a 22 anni, se queste non sono soddisfazioni..!! Disquisivo su quanto sia bello laurearsi in una triennale: titolo valido ottenuto prima e emozioni che ad ogni grado cresceranno, perché i festeggiamenti sono almeno doppi e crescono di intensità – potessi studierei tutta la vita, e intanto mi iscrivo nuovamente. Questi 3 anni sono volati nella gioia e nelle esperienze intense più svariate, tra erasmus, viaggi, apprendimento di lingue straniere che crea situazioni e apre orizzonti, la scelta di scrivere la tesi a Monte Carlo. Poi la facoltà di scienze politiche di Firenze credo che adesso sia una delle poche a fare discutere ancora la tesi triennale per un decina di minuti buoni con gli altri candidati a seguire in attesa della proclamazione finale ( a Pisa lo stesso metodo è usato per giurisprudenza e odontoiatria, lauree quinquennali a cui ho assistito spesso); mentre nella discussione di una tesi specialistica da noi il candidato entra da solo con i familiari e gli amici, viene intrattenuto di più perché egli stesso parte con l’esposizione, e poi da solo viene proclamato dottore. Non è bellissimo? Sono momenti che devono essere vissuti gioiosamente! E hanno ragione tutti quelli che dicono che la tesi una volta scritta è una passeggiata perché essendo una propria produzione il candidato deve presentarsi sapendo di saperne più sui professori, e che il loro giudizio è ininfluente ai fini del conseguimento del titolo. L’opera resta, può essere pubblicata ed utilizzata più o meno intelligentemente; di fatto la discussione è una gioia, ed è emozionante indossare la corona di alloro e stappare bottiglie (ne ho sciabolata una e ho fatto un video tra i ringraziamenti che sarà presto disponibile online). Figuriamoci per una che si vanta di non aver mai detto no ad occasioni piacevoli, feste e cose varie, mettendole come impegni nella routine quotidiana ( se con me di routine si può parlare) e inserendo lo studio in funzione di ciò, cosa voglia dire adesso festeggiare un traguardo come la laurea. Come ai tempi d’oro, la notte prima dell’esame ero a cantare allegramente Califano e le canzoncine da studentessa russe sciabolando al Kavarna, e infatti ho dormito benissimo e mi sono svegliata col sorriso. Bisogna essere un po’ tanto tonti ed insicuri per rovinarsi la vita con la preoccupazione della discussione quando invece la vita ingrana da lì con una nuova marcia!

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Culture

Literature, passion and death in French literature über alles

It’s perfectly coherent with my thesis crying in the morning looking at the musical The phantom of the Opera. I read the book years ago and I loved it… The french romanticism and depth, increased by the unique beauty of the language… La dame aux Camelias, Notre-Dame de Paris, Madame Bovary, La morte amoureuse, Le fleurs du mal… French literature of the XIX century. All those books struck me and I recall them for details; in reading in fact, it’s very personal the meaning and importance we give to different parts and details of a story. I couldn’t live without it because reality it’s much more beautiful if we connect some romance to that. And reading sad, deadly story of passion helps reminding how beautiful is life! French are sad Italians, no way to doubt that… While in our literature love triumphs and God is over us to help (let’s think of Dante and Manzoni!), in French literature the masterwork are written by deeply sad people with problems in their couple (death of a beloved one, homosexuality and so on), often resolved by alcol and drugs (the poets maudits sinking in absinth and hallucinogens). And so the operas end badly, with the madness and/or subsequently death of the hero. I find it beautiful. I promessi sposi doesn’t move my soul to that point of morbid com-passion. Suffering in reading helps to well relate in real life, where evil and passion are the most addictive drugs… I bet that in the Divine comedy we all appreciate and remember more than anything else the “Inferno”, isn’t it? And particularly the second giro (fifth canto), where the history of Paolo & Francesca is told by the latter, burning in a vortex of fire for the eternity with her lover… for the sin of lust. Dante for the emotion falls “come corpo morto cadde”. Nothing else move our souls like the tragic history of love do.

What I finally watched this morning touched my heart again, because once again a french branded musical transpired passion with its death’s side – ethos and tanatos, destructive forces. Like Notre-Dame by Richard Cocciante(the MASTERWORK in my opinion by excellence) – and there’s no surprise if the musician as well preferred France’s romance as well – the music is playing in my head non-stop.

The coherence I referred above with my thesis derives to the fact that I regress in french literature there as well (and in many other fields)! Links to reality are the most beautiful thing that studying gives us.

“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza” (Dante,XXVI).

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Culture, Lifestyle, Politics

Laurea, fischi e trombette

Tanti auguri a questo blog! All’incirca un anno fa ho iniziato a scriverci, e adesso mi laureo… Infatti non è che me ne scordo, è che sto incastrando e organizzando dettagliatamente la prossima settimana al fine di celebrare al meglio tutto. Una settimana e non un giorno, ovviamente; vale per compleanni e non compleanni, figuriamoci questa occasione (e mi laureo ad una triennale, quindi sono cmq più moderata rispetto a ciò che farò tra 2 anni)! Ma non voglio sponsorizzare la cosa, che del resto è divisa in varie parti tra famiglia ed amici di diverso tipo… Voglio scrivere per fare un saluto ai lettori e fan di questo disordinato pout pourri di pensieri – che sono sicura porterà a più coerenza. Dopo tutto ciò che mi aspetta la prossima settimana racconterò quanto sono fortunati i miei amici a conoscermi! Prima di martedì, giorno della discussione, non c’è modo. La laurea è un momento meraviglioso da godere intensamente: la tesi è stata scritta, vista e rivista, e ci si sente vicino alla fine di un periodo più completi e sollevati in attesa dell’alleggerimento dall’ultimo fardello. Fardello che del resto dura 10 minuti e consiste in una cosa super conosciuta (un lavoro da te creato!), nell’attesa di uscire dall’aula e sciabolare lo sciabolabile alcolico (il resto del mondo è triste a non farlo) tra pasticcini e amici. Corona di alloro in testa, outfit elegante. Ho scritto una tesi piuttosto originale e di cui vado fiera (spero piacerà quanto piace a tutti i conoscenti ed ex prof anche ai miei commissari), e quindi ho allertato tanta gente perché deve essere uno show condivisibile e non mi vergogno, né ho paura. Ho bisogno di voi!! Novoli (Firenze) alle 15.00 del 14/10 in aula D/15 – adoro condividere i successi o annegare gli insuccessi comunque nella gioia di sentirmi amata. V PER VENDETTA: DA HOLLYWOOD ALLA VIDEOPOLITICA (tesi in comunicazione politica che tratta dei più svariati argomenti filosofico/scientifici) sarà reperibile sul web a breve e comunque la farò stampare. Non capisco chi non la prende così e non ama studiare – mi sento così fortunata ad avere la possibilità di ri-iniziare, dovessi finire con l’università ed iniziare a lavorare non sarei così allegra credo 😀 Buona serata!!

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Ah, e la mia tesi non è molto allegra. Come Schopenauer, sono tutta un salotto ma quando si va sugli scritti sono catastrofica… Questa non è una tesina di maturità ma prende in esame a partire da un film ciò che ha innescato un pensiero sulfureo che dal 1605 si è fatto strada con risultati reclamati oggigiorno. Restando avalutativi, osservare la realtà: dall’arte alla scienza. Vi aspetto, a Novoli o in libreria!

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