Uno spin al turismo arriva a Livorno – speriamo?

http://www.quilivorno.it/news/cronaca/dal-crocierismo-turismo-lindagine-360-confesercenti/

Finalmente! Rilanciare il turismo è la cosa più logica da fare a Livorno, perché avrebbe delle potenzialità enormi; purtroppo poco sfruttate a causa del provincialismo dei cittadini (che è brava a parlare, ma non a fare) e del clientelismo che portava a compiere in tempi lunghissimi progetti inutili – e perfino dannosi, basti pensare alle rotatorie su Viale Nazelio Sauro – che danneggiavano e certo non abbellivano la città, con i soldi delle casse comunali destinati a rimpinguare quindi qualche costruttore edile sfrontato. Chissà cosa c’era dietro a quel referendum che avrebbe consentito la costruzione di un nuovo ospedale sulla collina di Montenero (Nogarin ha immediatamente bloccato il progetto http://www.beppegrillo.it/2014/06/lospedale_di_livorno.html)… Un’assurdità: più difficile da raggiungere, e oltretutto dopo che vi erano stati dei lavori ingenti in diversi reparti – ad esempio neurochirurgia, nella quale dopo anni che mi rifiutavo di entrare, quando andai a fare un saluto al primario rimasi sconcertata dalla modernità che vi era stata installata nel frattempo (mentre io l’ho vissuta nello sfacelo dell’edificio, con piccioni che a volte entravano dalle finestre). Poi il nostro ospedale è bellissimo, e di per sé meriterebbe di essere aperto ai turisti per studiarne l’architettura: fu costruito infatti per volontà di Ciano, il genero nonché braccio destro di Mussolini, al quale dobbiamo tanti altri bei progetti. Come a Roma è considerato un monumento degno di essere studiato il Palazzo della civiltà italiana (conosciuto più semplicemente come Colosseo quadrato), perché le scuole e i turisti non possono organizzare delle guide dei nostri monumenti? Arte fascista (http://www.artefascista.it/livorno__fascismo__architettur.htm) ma anche molto anteriore (la Fortezza Vecchia ha una storia che va dal XVI secolo, e vi sono tracce che inducono a credere che già nel Neolitico in quella zona originaria vi erano stanziate delle tribù – andai a una visita guidata, eravamo in cinque). Spero davvero che arriveremo a dei risultati concreti, potendo ce la metterei tutta; e io andandone fiera già riesco a portare turisti/amici che non posso non restare incantati da come vivo – se non altro perché io questa città la vivo e la apprezzo sinceramente per quel che è, presentandola coon fierezza! Infatti, perché vivere lamentandosi e disprezzando? Si crede di conoscere un posto ma poi non si va oltre a ciò che si vede, non ci curiamo di approfondire la storia che ha portato ad una costruzione… Come a Parigi camminando guardiamo estatici ciò che è circostante e ne conosciamo più o meno tutti almeno i nomi, perché non possiamo vivere così nella propria città d’origine? É inutile viaggiare se a casa non abbiamo interesse per ciò che è vicino – se non altro per vantarci anche noi di avere una storia, anche più intensa e ricca di altre – vogliamo inneggiare a Bruges rispetto ad un nostro paesino medioevale ad esempio? Eppure non abbiamo niente, in Italia, da invidiare al Belgio, se non che loro rendono quel poco una favola e noi, discendenti di Dante, guardiamo al presente e basta rinnegando il passato glorioso.

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