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Po/ulizia contro i ma(ia)li 

Roma, blitz antiterrorismo al centro per migranti Baobab. 23 persone senza documenti portate in Questura (FOTO)

http://www.huffingtonpost.it/2015/11/24/roma-antiterrorismo-baobab_n_8635496.html

Questa è l’ Italia che voglio e che mi dà gioia! Mica come la Francia, paese stupido e socialcomunista (espressione mia) dove le cose funzionavano solo con la monarchia assoluta, Napoleone e De Gaulle….che manda a bombardare la Siria pensando che poi andrà tutto bene, lascia passare l’attacco a Charlie Hebdo senza misure e solo adesso decreta uno stato di emergenza che di fatto è nullo perché alle frontiere non c’è nessun controllo – e lo so bene perché ci passò abbastanza spesso! Con un presidente idiota che dichiara di volere la guerra ed è buono solo a guardare il cielo con espressione di smarrimento – il prosciutto su quella faccia bovina per i rischi interni che nei sentimenti dei cittadini sono così elevati e paurosi. Franchement, in Italia a parte aver perseguitato Berlusconi per vie veramente meschine ed avere appeso il Duce a testa in giù dopo averlo martoriato (cose comunque gravissime), se ci pensiamo l’unico cruccio è il catto comunismo – che comunque non uccide nessuno. 

Berlusconi non ha guadagnato punti con i gonfiatissimi bunga bunga; Hollande per lo scandalo con l’attricetta mentre la raggiungeva in motorino sì. Un paese di veri maiali. Bombardabili quindi (e solo privatamente magari gradevoli ;))

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La France c’est fini

Fabrice d’Almeida: A propos de la polémique sur le drapeau français sur Facebookhttp://www.huffingtonpost.fr/fabrice-d-almeida/a-propos-de-la-polemique-sur-le-drapeau-francais-sur-facebook_b_8570244.html

  
La bandiera francese sulla foto profilo crea polemica. Infatti non metterla ha un messaggio, che non è semplicisticamente quello opposto al trend di solidarietà – perche di moda si tratta stilisticamente sentendosi uniti e cliccando mi piace su ogni nuova foto che spunta -, bensì guardare dall’alto in basso l’accaduto perché del resto era inevitabile. È inutile sfoggiare il simbolo dell’allora radicatissimo nazionalismo francese. Chi ha voluto la rivoluzione francese, sradicando un’istituzione di ordine e nobiltà per creare qualcosa che reputavano migliore (erroneamente a mio avviso), forse adesso ghigliottinerebbe i capi di stato che a forza di “liberté, egalité, fraternité” hanno ucciso questo stesso nazionalismo facendo diventare francesi chi nei geni ha tutt’altra religione, cultura e rispetto. 

Per questa ragione io non rendo tricolore la mia foto del profilo, e altri come me. Perché questo simbolo è ormai vuoto, non rappresenta più la “mia” Francia, nazione nella quale ho deciso di vivere. Restano lo champagne, il camembert, il romanticismo unico e la lingua che adoro; ma fuori dai rosei confini c’è un magma indistinto di odio. 

Fecero bene i comunisti alla riunione post-elettorale di giugno ad offendermi perché ho usato la parola Nazione: perché in effetti cos’è un italiano, cos’è un francese? Grazie a voi non esistono più. 

E almeno io che ho sempre avuto idee precise non mi sento solidale. Sono rassegnata e dispiaciuta per i morti innocenti e per il fatto che la città più bella e romantica del mondo (e la mia preferita) sia colpita e invisitabile a meno di avere un po’ voglia di morire.

 Ma è così da un po’, svegliatevi! Nessuno ha fatto niente, neanche con un semplice voto alle elezioni, per evitare ciò che è successo a gennaio e poi adesso. Il pensiero del popolo è di invidia nei confronti di chi ha e dovrebbe avere meno. Il popolo è povero materialmente quanto lo è di testa – e mi auguro che gli jihadisti saltino in aria nelle loro case visto che gente come me non ha fatto niente per illuderli di accoglienza! 

Hollande ha dichiarato uno stato di emergenza, non di guerra. Le persone possono essere fermate e le armi sequestrate, gli arabi sono sotto controllo e non possono muoversi. Cioè, sono tranquilli, non gli possono sparare come invece si farebbe a Israele. Allora per me questo Stato è morto, e divento la francese più in lutto.

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Stato di emergenza – État d’émergence 

Venerdì 13, un veritabile giorno nero. Partito bene a Livorno con una mattinata dal parrucchiere con mia madre e una partenza in orario per ritrovare la mia bambina. A casa, sistemando le valigie, la scoperta della mia borsa di Vuitton mancante, che avevo lasciato a casa proprio per non rischiare aggressioni alle stazioni… La rabbia, perché ho grossi sospetti e non sulla mia distrazione. Comunque il cercare di non pensarci e passare una buona serata in famiglia tra lo Stars’n’Bars e poi il luna Park. Un passaggio dal McCarthy’s, deserto a mezzanotte. E lì ci viene riferito l’orrore che dal ristorante sembrava distrattamente una discesa in campo di un pubblico agitato come a volte capita – tipo la partita del Milan a Marsiglia dalla quale la squadra si ritirò prendendo una sospensione. E invece….si tratta del secondo orrore concertato da questi pazzi (il primo, sempre nell’invivibile Parigi, il 7 gennaio) che adesso con gravità meritano di avere una guerra dichiarata – e un’eliminazione impietosa. È un 11 settembre che dichiara la relativa guerra dal nostro territorio. È inevitabile. Inevitabile schierarsi con la Russia a sostenere il regime di Al Assad senza schierarsi contro, perché questo é il nostro blocco. Pensavo che questo venerdì 13 avesse colpito me, ma ha colpito il mondo. Stiamo vivendo un orrore e lo riporto in prima persona dallo Stato in cui ho deciso di rimanere a vivere, 3 mesi fa. E adesso ho paura, e tutto ciò che vorrei sarebbe tornare in Toscana vicina ai miei cari (tra l’altro percepisco una risalita dell’Italia e la risurrezione del mio adorato Silvio, anche se non mi sento così insoddisfatta dell’attuale premier) o emigrare davvero fuori dall’Europa: Israele (li almeno i servizi segreti funzionano e si spara senza esitazione contro gli arabi), la Russia (fa un po’ freddo, ma é più inaccessibile e senza pietà), gli Stati Uniti. Tutto il resto é noia di fronte allo stringersi per non perdersi. Allego diversi articoli dell’Huffington post in italiano e in francese:

Parigi sotto attacco dell’Isis: colpiti Bataclan, stadio e ristornati. Almeno 158 morti, secondo Cnn. Hollande: “Risponderemo in modo spietato”

http://www.huffingtonpost.it/2015/11/13/attentati-parigi_n_8558916.html

Lucia Annunziata: L’Europa è diventato il luogo più pericoloso dell’Occidente. Aspettiamoci di tutto

http://www.huffingtonpost.it/lucia-annunziata/leuropa-e-diventato-il-luogo-piu-pericoloso-delloccidente-aspettiamoci-di-tutto_b_8561030.html

Attentati Parigi, Matteo Renzi riunisce intelligence: “Controlli intensificati su tutta Italia”

http://www.huffingtonpost.it/2015/11/14/attentati-parigi-renzi-incontra-intelligence_n_8562450.html
Attentats à Paris : le récit de la terrible soirée

http://www.huffingtonpost.fr/2015/11/14/attentats-paris-attaques-terrorisme_n_8562336.html

EN DIRECT – Attaques à Paris: l’évolution de la situation au lendemain des fusillades meurtrières qui ont fait au moins 120 morts

http://www.huffingtonpost.fr/2015/11/14/attaques-a-paris-fusillades-morts-bataclan-petit-cambodge-bilan-enquete_n_8562258.html

François Hollande décrète un deuil national de trois jours et convoque le Congrès

http://www.huffingtonpost.fr/2015/11/14/francois-hollande-deuil-national-trois-jours_n_8562670.html

Je t’attends mon amour, jamais plus tu partiras à Chamonix sans moi, l’idée d’être séparés dans cet Etat si dangereux m’epuvante desormais, j’ai tellement envie de trouver une solution et de vivre notre vie…. Les barrières ont été fermées, tu dormais donc tu t’es réveillé avec celle du Mon Blanc réouverte; mais j’ai doutée de ton voyage aujourd’hui, et d’une autre nuit loin de toi car desormais dans cet etat de guerre il n’y a rien de plus important qu’être ensemble, et s’aimer. Les plans à faire sont de plus en plus urgents. 

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Places

Monaco-Livorno

In viaggio per firmare la pensione della mia adorata macchinina condivido il mio piacere per la linea diretta Monaco-Genova e il relativo treno con tanto di bar (eppure non è un Frecciarossa).

Degustandomi un golosissimo caffè nel fornito bar della stazione (con Wi-Fi!), ripubblico l’elogio funebre della Smart (risalente a un anno fa, quando ho smesso di guidarla): 

RIP my baby car

Da Milano hai vissuto questi 2 anni con me rigorosamente in Toscana. Stavi mesi ferma quando non c’ero, ma quando ero al volante ci siamo date gioie reciproche. Quella notte a Forte dei Marmi improvvisata; quel tragitto Livorno-Empoli percorso in 25 minuti con Benedetta Falleni terrorizzata; quelle minacciose fughe da casa che si son sempre risolte con l’accoglienza di Marco Zucchine e padre, risolte sempre con un vincente ritorno; quando ho provato a dormire su di te ma improvvisamente la batteria si è scaricata ed ero di fronte a un passo carrabile, e ho dovuto chiamare miserevolmente in soccorso mia madre; quando hai salvato Laura Bettini e me da un tamponamento con i tuoi freni perfetti (e i miei riflessi isterici nella buona sorte) e l’hai fatto diventare un’esperienza di pronto soccorso vuoto gratificante; scoprire che Lorenzo Cominelli si ricordava di te ma io non di lui perché sei stata così brava da farci entrare in 3 dopo una serata e da farci arrivare sani; le infinità di cose che ho nascosto in te e la quantità di cose che hai vissuto con me; la sola multa presa per un passo carrabile, scoperta dal carrozziere in un giorno di partenza, quando disperata non ti trovavo… e mi ripromisi che in stato di ebbrezza ti avrei solo incastrata nel solito parcheggio. Il tuo adorabile cambio automatico che è stata la mia redenzione da una prospettiva senza motori dopo la distruzione di una classe A. Eri fortissima. Avrai sempre un posto nel mio cuore, e in quelli di chi ha fatto esperienza di te.

 

Ne approfitto per augurare una buona giornata ai miei lettori! 

  

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