Culture, Places, Politics

Indipendenza e forza: Israele

Buonasera a tutti, sono di ritorno da una bellissima settimana in Israele… Ho festeggiato la festa della memoria dei soldati e quella di indipendenza di questo fiero e difensivamente forte (non userei infatti più l’aggettivo aggressivo) Stato. 
Tengo ancora a esprimere la mia simpatia nei confronti di una terra in cui Stato e religione sono fusi in una iper democrazia; talmente vera che vi sono un numero impressionante di moschee e indicazioni in arabo, e perfino tanti piatti sono gli stessi (hummous, crema di melanzane, burrekas etc), anche se ovviamente ci sono cose che si mangiano solo in Israele – mentre il contrario non sempre è vero (a parte forse New York, dove ci sono più ebrei che a Tel Aviv). 

Essi sono uniti, generosi e festosi. Il servizio militare è obbligatorio per 3-4 anni sia per i maschi che per le femmine finito il liceo.

Bandiere di Israele sventolano ovunque, ci sono dei controlli efficaci ed è un posto sicuro. La popolazione è giovane (in media 35 anni). Nel territorio israeliano ci sono patrimoni e paesaggi in quantità indirettamente proporzionale alla sua grandezza… La sua capitale è la culla delle tre religioni monoteiste che governano il mondo – la loro è sicuramente quella più efficiente. 


È bello avere a che fare con un popolo che non si suicida ma preferisce farsi uccidere da un compagno piuttosto che finire schiavo dell’invasore – questo è l’esempio di Massada, portato ai giovani quando iniziano il servizio.

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