Culture, Politics

Tribute to polyglotism

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Ogni momento quotidiano e ogni argomento ha la sua lingua di preferenza. O almeno, così vedo e vivo io la questione. Mi sento un po’ in colpa a non tradurre sempre i post che scrivo nella mia lingua madre, ma quando lo faccio mi sento in colpa perché non lo faccio neanche in francese, o in russo (questa non è proprio lingua madre come posso considerare il francese, ma potrei fare qualche articolino uno tantum, visto che mi piace ed affascina enormemente). Qualcuno di è reso conto che vado pr argomenti? Nelle invettive – politiche, quelle contro Hollywood, quelle sui maschi italiani (che ispirano tutto il nuovo femminismo che scorre in me, e mi premono visto il grado di femminicidi elevatissimo nella nostra Nazione) – in genere scrivo in italiano. É indubbio che per litigare dominiamo il mondo! Confesso oltretutto che la mia appartenenza alla città di Livorno si scatena nei litigi domestici: mamma ed io, parlanti un italiano toscano modestamente perfetto e ben lontano dalla pesante cadenza di questo porto, ci scateniamo a volte quando litighiamo tirando fuori un linguaggio da pescivendola del mercato centrale (con tutto il rispetto, vado al mercato e mi piace per apprezzarle). É un segreto ed un’abitudine che fa sfogare forse quelli che potrebbero diventare alterchi pericolosi… Insomma, il mio essere italiana sta in questo, nel litigio, e forse proprio per questa ragione posso vantare una purezza nell’integrità come persona nazionalista; l’amore per la patria che difendo nell’incoerenza di cercare altri lidi e parlare altre lingue.

Fossi coerente politicamente ed intellettualmente, parlerei solo italiano. Ma sono evidentemente una pigra blogger esibizionista che col minimo sforzo vuole essere letta ovunque. Quindi ecco perché l’inglese.

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Italian, French, Russian, Spanish and all the subcultures – who wants to understand understands. Arguing in english is pretty nice too, there are a lot of big rude words. The musicality and temper are not the italian ones, though. English is a business’ language, the global one. You can, as nationalist, think that you must keep your mother language or at least translate: it’s ok for a book, for articles and immediate thoughts written on paper – but on the web is much more worthing thinking globally. I was so pissed off in Brussels where they were proud for the Nobel prize for peace won by the EU because all the documents are translated in all the languages of the 27th countries! Where’s the democracy of it? People in the world are starving to death and we spend money on paper and translators…?! There, the four languages of the six former countries in 1951 (Great Britain, France, Italy, Germany, Luxembourg, Belgium) were more then enough, in my humble opinion.

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La langue française c’est celle de la diplomatie, de l’amour, de vins. Pourquoi-pas la mode et l’alimentation, pour ne pas parler des expression utilisées chaque jour dans le langage commun, qui donne ce je-ne-sais-quoi de recherchée et cultivé. La grammaire est très compliquée, et ça donne aussi cette nature inimitable et surclassée à la langue même…Bref, mon coeur appartient intimement à la France, d’ou apparemment mes ancêtres ont échappés en 1789.  Retournant au discours sur l’UE, les langues sont une raisons entre des milliers d’autres à niveau politique, pour laquelle je choisis de preference les relations internationales et la diplomatie en elle-même plutôt q’un travail dans le Conseil européen ou dans les autres institutions de Bruxelles.

Avete mai pensato a quante parole francesi incrociamo in una giornata? Ecco un piccolo capolavoro di cortometraggio raffinato ed indicativo: c’est la vie! https://www.youtube.com/watch?v=eEFkE6VjZ2Y

cirillicoRussian language, which wold require me a keyboard I’m too lazy to set now on the MacBook, is charming and secret; that’s why spies are often linked to Russia, in memory of the terrible KGB! People who hears and know the language cannot help but saying that it’s so sexy then… especially when spoken by beautiful women.

Spanish is not so sexy and not even so useful, but still it’s nice to understand it and having passed an exam too.

My love to multi-understanding and the main way to enter the über national world !!!

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Culture

Literature, passion and death in French literature über alles

It’s perfectly coherent with my thesis crying in the morning looking at the musical The phantom of the Opera. I read the book years ago and I loved it… The french romanticism and depth, increased by the unique beauty of the language… La dame aux Camelias, Notre-Dame de Paris, Madame Bovary, La morte amoureuse, Le fleurs du mal… French literature of the XIX century. All those books struck me and I recall them for details; in reading in fact, it’s very personal the meaning and importance we give to different parts and details of a story. I couldn’t live without it because reality it’s much more beautiful if we connect some romance to that. And reading sad, deadly story of passion helps reminding how beautiful is life! French are sad Italians, no way to doubt that… While in our literature love triumphs and God is over us to help (let’s think of Dante and Manzoni!), in French literature the masterwork are written by deeply sad people with problems in their couple (death of a beloved one, homosexuality and so on), often resolved by alcol and drugs (the poets maudits sinking in absinth and hallucinogens). And so the operas end badly, with the madness and/or subsequently death of the hero. I find it beautiful. I promessi sposi doesn’t move my soul to that point of morbid com-passion. Suffering in reading helps to well relate in real life, where evil and passion are the most addictive drugs… I bet that in the Divine comedy we all appreciate and remember more than anything else the “Inferno”, isn’t it? And particularly the second giro (fifth canto), where the history of Paolo & Francesca is told by the latter, burning in a vortex of fire for the eternity with her lover… for the sin of lust. Dante for the emotion falls “come corpo morto cadde”. Nothing else move our souls like the tragic history of love do.

What I finally watched this morning touched my heart again, because once again a french branded musical transpired passion with its death’s side – ethos and tanatos, destructive forces. Like Notre-Dame by Richard Cocciante(the MASTERWORK in my opinion by excellence) – and there’s no surprise if the musician as well preferred France’s romance as well – the music is playing in my head non-stop.

The coherence I referred above with my thesis derives to the fact that I regress in french literature there as well (and in many other fields)! Links to reality are the most beautiful thing that studying gives us.

“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza” (Dante,XXVI).

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Culture, Lifestyle

Philosophy takes life…

… And it’s life itself.

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Si suole dire:  “impara l’arte e mettila da parte”. E con altrettanta facilità “predichiamo bene e razzoliamo male”. Sin da piccoli ci vengono imposte religioni e valori propri del posto in cui cresciamo o della cultura alla quale la famiglia appartiene; un’etica che dovrebbe accompagnarci tutta la vita. Arrivati alle superiori ci viene imposta una materia – la filosofia – che tanti arrivano a disprezzare almeno una volta studiando un determinato autore (nella fattispecie Kant – che poi ho amato – ed Hegel – che ancora mi è oscuro -) e che comunque viene macchiata dalle visioni dell’insegnante, seppur spesso inconsciamente (soffermandosi ad esempio sugli autori preferiti e tralasciandone altri).  Nonostante tutto, ne usciamo permeati di nozioni più o meno superficiali, e andiamo avanti nei differenti percorsi ricordandoci forzatamente qua e là differenti citazioni e pensieri per fare più o meno colpo sull’interlocutore. Questo è ciò che a me sembra la società: valori, filosofia studiata a bocconi, una religione alla quale tutti appartengono ma in pochi praticano. Alla fine del liceo volevo iscrivermi a filosofia ma non l’ho fatto. Amavo profondamente la materia ma mi sono resa conto che per come l’avevo studiata al liceo – leggendo i libri degli autori che volevo approfondire, senza che l’insegnante me li prescrivesse – tanto valeva sapere DI PIÙ, andare oltre. Scelsi scienze politiche rifiutando la facoltà di giurisprudenza verso la quale la famiglia mi spingeva. Rifarei questa scelta felicemente nella prospettiva di un eterno ritorno perchè mi ha consentito di toccare tante discipline diverse: politica, storia, economia, diritto, lingue straniere (ne ho certificate 4 in carriera)… Non ho mai abbandonato la filosofia per come la amavo io, continuando a leggere di tanto in tanto ciò che mi interessava. A modo mio. A modo mio come tutto, e il tutto comprende anche una visione del mondo che ha del religioso. Non possiamo predicarci amanti della vita e idealisti senza sentire un’energia intrinseca e una forza che ci fa esistere qui ed ora per una ragione. La forza che si chiama anche Dio, di cui ne siamo una scintilla. Non amo dire e fare cose imposte. Il DOVERE di essere cristiani con il battesimo. Quanto è vero che lo sono e ho sempre creduto senza abbandonare mai le immagini dei Santi che mi hanno protetta, sentivo il DIRITTO di praticare qualcosa di più vicino di ciò che è la Chiesa, nella quale ascoltiamo prediche da uomini come noi che però hanno rinunciato ai piaceri della Terra. Da anni ero affascinata dalle religioni orientali. O meglio, dalle filosofie. Filosofie applicate alla vita e non più lontane di quanto lo sia il Cristianesimo oggi. Credo nel Vangelo, ma è un’altra cosa. C’è un giudizio, non un causa-effetto di cui noi siamo consapevoli, nella prospettiva di un Kharma che si ripercuote sulla nostra scintilla sempre divina che resta in questo disegno, senza distruggersi. Dio sopra e dentro noi. L’infinito che si avvicina al nostro corpo finito e accetta la scienza, pur senza farsi condizionare da questa. Pratica quotidiana che vibra positivamente con una frase che accende quel decimo mondo della Buddità. In fondo, a che servono tante preghiere se poi rimettiamo le nostre speranze ad altro? Il Buddismo parla di infiniti mondi, la fisica quantistica di infiniti universi paralleli… Abbracciando la filosofia (tutta) ci poniamo domande alle quali troviamo una façon d’être che ci vuole vivi nella pratica. Quindi leggiamo e studiamo perché senza cultura saremmo come gli animali -il che è buddista e nobile, perché gli istinti ci sono e l’abbondanza di cibo,caccia,amore,sonno c’è-, ma poi mettiamo da parte il tutto perché ci incarniamo in un corpo e in un’epoca per viverla appieno. La vita è religione.

http://www.sgi-italia.org

It’s all about our societies, where everybody’s good giving suggestions without ever feeling your sensations. In Western societies you born Christian by law – with the baptism -, you grow up and you’re kept on fulfilled with concepts, values, morals etc. Philosophy is taught late in high school and by a perspective that can never be totally impartial as the prof can slightly focus on some authors rather than others. It’s a personal choice whether investigate more by yourself or keeping the notions like shelters to remember them in conversations where you talk about showing up some culture but without feeling them properly in yourself. Like eating and drinking without tasting. All about appearance. I wanted to study philosophy at the university – and I probably will, like third degree – but I didn’t as I would have reduced something I loved to a piece of paper. I can keep on reading books myself… But by now I want MORE. That’s why I choose the faculty in which you learn something in many scattered fields: political sciences, with its history, law, economics, languages… I haven’t heard any imposition or suggestion by my dearest, I did what I felt I should (I have always been and felt so free) and by my “egoism” I am right and they’re happy for my choice now. By Nietzsche’s eternal recurrence I would always do the same choice in the same city. I recently approached to Buddhism for the same reason: this religion is a choice. It’s about inner spirituality and cult because we are images of divine. We ourselves are Gods. This is philosophy applied to reality, what American writers preaches in books when they talk about energy fields, gratitude and so on, eg Rhonda Byrne with her best seller “The secret”. Psychiatrists writing about Journeys of souls, magic […]: all this comes from long ago, and it’s spiritual. We do need to be possessed by some beliefs, because believing makes life worth living. It makes you look at a path, influence others with your own light, accepting the consequences of cause and effect. Like material doesn’t create itself and cannot be destroyed so are our souls. Worth-full leaving the books away and make our life a divinity, interrogating ourselves on our ancestors and the hypocrisy spreading all around us!

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